L’intolleranza/Intolerance

Sono diventata intollerante. No, mi correggo: finalmente ho accettato che sono intollerante.
Era da molto ormai che sapevo che la rabbia che mi contraddistingueva era rivolta in gran parte a me stessa, ma alla fine non mi spiegavo che diavolo avessi da essere così incazzata con me stessa.
Ora che è un periodo che sono notevolmente più Serena, penso di star capendo. La rabbia era perché a me piace essere una brava persona, una persona buona, che sa mettersi nei panni di tutti, di chiunque. Quella che non odia mai, che vuole bene e via dicendo. Per anni quindi tutta la rabbia che mi scatenavano la quantità immonda di gente egoista, un po’ stronza, molto stronza, menefreghista, e quant’altro che incontravo la rivolgevo a me stessa, incapace di ammettere che ebbene si, anch’io pecco di intolleranza, pregiudizio, senso di spregio.
“Pecco”, poi, pecco secondo quale metro di giudizio? È un linguaggio antiquato, reduce dalla nostra cultura Cattolica. Non pecco. Peccare è andare contro tè stesso, ciò in cui credi. Peccare è tradire te stesso, far del male ad altri, evitare di far bene per noia, per svoglia, quando ti viene data l’occasione.
Ma che ne so. So che provo disprezzo, rabbia, che giudico, che mi incazzo. Credo sia meglio per me che mi incazzi con qualcuno piuttosto che con me stessa, anche se questo vuol dire che ebbene si, non sono la bella persona che volevo sempre essere. Alla fine c’è chi reputo “degno” del mio amore, del mio rispetto, della mia attenzione, e chi no. Semplicemente. Alla fine porco giuda dopo cent’anni scopro che aveva ragione l’ex mia migliore amica. Per fortuna non ci sentiamo più non posso darle ragione nemmeno stavolta 😉.
Tutto questo perché stasera un uomo si è catapultato con la sedia a rotelle, fuori dal pub. Due uomini malvolentieri si sono mossi per aiutare, ma non riuscivano a trattenere i sorrisi smargiassi e superiori. Un altro uomo in carrozzella cercava come poteva di aiutare ma poco ci mancava che ci raccontasse i suoi, di guai. Io che l’ho visto catapultarsi e mi sono fiondata, e la padrona del pub, siamo state con lui. Dopo è arrivato mio marito, ed è stato vicino. L’ambulanza, il personale paramedico.
I primi due svaniti. Cari i miei manager di stocazzo, andate a cagare voi e i vostri sorrisi superiori strafottenti. Un uomo si è fatto male ed è un uomo che si è fatto male. Alla fine ci dicono che starà bene, lo terranno in osservazione. Non c’è niente da fare. C’è gente che preferisco ad altra gente.
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I was shocked to find I am an intolerant person. I was shocked to find the rage I have so often been drowning myself in should in fact have been directed to bucket loads of people who are selfish, materialistic, obtuse, ignorant by choice, violent, and so on and so forth.
A man somersaulted backwards in his wheelchair today at the pub. Two men came reluctantly to help, then vanished, after smirks and giggles because the man had had something to drink or whatever the hell reason they thought they had. The pub manager was seriously worried and helpful. The ambulance people were professional and brilliant. On the whole, some people are gits, some people I just prefer to other people, as simple as that. I am not the supertolerant person I thought I was, or at least I struggled very hard to be and got mad at myself for not succeeding. I judge and get mad. Not everybody “deserves” (how arrogant of me!) my attention and my care. I believe I will now be an even happier person, now that I know that, now that I accept that. Turn the other cheek my ass. If you’re a git, I won’t have you near me. I don’t care how much I can “understand” you! Go and be a git someplace else. There.

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One thought on “L’intolleranza/Intolerance

  1. E finalmente! Non voglio dire che le persone non abbiano le proprie motivazioni per essere stronze, alle volte posso anche provare a capirle. Il fatto di provare intolleranza, significa valutare che, indipendentemente dalle motivazioni per cui uno si comporta in un certo modo (e provare a capire è un puro esercizio di stile), a te non piace. E questo è sacrosanto, è un fatto di autoconservazione e sopravvivenza. Poi puoi fare come alcuni che mantengono una forma, pur evitando coinvolgimenti, oppure, se non sei abile in questo tipo di mediazione, fare come altri e decidere di stroncare in modo aperto.
    Tutti agiscono convinti di aver ragione e avendo ottime motivazioni, non tutti hanno motivazioni che mi piacciono e poter decidere chi approvare e chi no è un diritto!

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