Words, swords/Parole, spade

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When I access Skydrive on my tablet and it shows me the folders, the first and most visible one has the above picture as cover and the date 17th of November, and then there is the number 33. 17th November 1933, the day my mum was born.
My mum died in 1997, just a couple of months after my second son was born. She was a Scorpio, and as such had as much charm when she wanted as she had cruelty in her words. She never spared me. Guess I was a handful, but still.

I get my mum though. She was an incredibly strong willed, passionate, fiercely intelligent woman who worked in fashion in Rome, forced to be a mum and a wife in the Australian bush, for chrissake. She was probably thinking of setting off when I came along and spoilt the party, no wonder she was resentful towards me.

She ended up through life’s games and plays in a small town in the north of Italy, where ignorant kids took the piss out of me and my Peruvian jumpers, my sister ran off to a warmer family and my brother just kept quiet, while my dad did his own stuff off and around the world, as men do.

Kids took the piss out of myself and my Maggie yesterday, upsetting me more than I thought they would. The cruelty combined with the complete lack of awareness that there could be repercussions make kids ten times worse than their horrendous parents. But as I finally walked away after fighting back an ancient rage and urge to go smack them, I think back to the two both very sweet opticians who work with us who, at different times, were pointed at in a blind rage filled with incredible fear by two elderly women. It was shocking to me, and in both cases I found out too late, in my naiveté, that it was racism that caused their behaviour. But what now strikes me most is thinking back to the calm, the dignity, with which both Vidya and Sukh responded to these veritable attacks. Vidya went ahead and tested the woman anyway, Sukh carried on talking as normal (the lady was then tested by a much much darker, and quietly amused Laetitia).
I guess so many people have to put up with bullying and threats and horrendous behaviour like this all the time, as standard. I was unused to it, having lived in remote areas of the world till I was 12, so when I became a victim of it in Italy I had no idea that was what it was. Obviously, being white and straight helps, doesn’t it? Coming across as sociable and charming and smiley also helps.
I get teased for being too nice, fine. Sometimes I detect a hint of an insult because I was born in Italy. Despite being very disappointed by Italy, and usually distancing myself from being anything at all as I don’t believe in nations, religions, and anything that divides, when I detect that I suddenly turn idiotically Italian and smash them with my confidence or, if I like the people, I let them take the piss. Laughter is important to me: if people laugh, I am happy to let them laugh, as long as it’s me they’re laughing about and not anybody I will immediately get defensive about.
I admire my two opticians, I think what a hell it must be to grow up with kids teasing you and pointing fingers at you and calling you names. I expressed my admiration to Vidya and Sukh, and told them they were better people than I am, because I am sure I wouldn’t have handled it with such class and dignity.

Words have been used to hurt me all my life. They still injure me. And my greatest weapon has always been and will always be words. Unfortunately as I never intend any harm, they only came out when I’m upset and they fly like sharp knives thrown chaotically and wildly and end up killing friendships, relationships or merely conversations.

I can’t help feeling a silent world would be better. Then again, the music I was listening to today filled my soul. So a superpower that, with a wave of our hands, could shut people up. That would be awesome.

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Quando accedo a Skydrive sulla mia tavoletta e mi mostra le cartelle, la prima e più in evidenza ha la foto di cui sopra come copertina, e poi la data 17 novembre, e poi il numero 33. 17 novembre 1933, il giorno in cui nacque mia madre.
Mia madre e’ morta nel 1997, solo un paio di mesi dopo che e’ nato il mio secondogenito. Era uno scorpione, e come tale aveva altrettanto fascino quando voleva di crudeltà nelle sue parole. Non mi risparmiava mai. Certo io magari ero difficile, ma lei certo non era da meno.

Capisco mia mamma pero’. Era una donna dalla volontà ferrea, appassionata, ferocemente intelligente che lavorava nel mondo della moda a Roma, che si era trovata a fare la mamma e la moglie nel bush Australiano, accidenti. Stava probabilmente meditando di andarsene quando sono arrivata io e le ho rovinato la festa, per forza aveva del risentimento nei miei confronti.

E’ finita attraverso i giochi e i trucchi della vita in un paesello nell’Italia del nord, dove ragazzetti ignoranti prendevano in giro me e i miei maglioncioni peruviani, mia sorella scappo’ verso una famiglia più “affettuosa” e mio fratello semplicemente stette zitto, mentre mio padre faceva le sue cose per il mondo, come fanno gli uomini.

Delle ragazzette hanno preso in giro me e la mia Maggie ieri, creando un malessere peggiore di quanto avrei pensato. La crudeltà combinata con la loro completa assenza di consapevolezza di eventuali ripercussioni, rendono i ragazzetti dieci volte peggio dei loro orrendi genitori. Ma mentre finalmente me ne andavo dopo essermi ingoiata un’antica rabbia e la tentazione di dar loro quattro sberle, ho ripensato ai miei carinissimi ottici che lavorano con noi. Entrambi, in momenti diversi, sono stati indicati da donne anziane piene di rabbia e paura. In modo scioccante, e in entrambi i casi me ne sono resa conto troppo tardi, nella mia ingenuità, che a causare il loro comportamento era stato il razzismo. Ma ciò che ora mi colpisce di più e’ ripensare alla calma e la dignità con la quale sia Vidya che Sukh hanno risposto a questi veri e propri attacchi. Vidya ha continuato tranquillamente a fare l’esame della vista alla stronza, mentre Sukh continuo’ a parlare tranquillamente con me prima dell’interruzione (la donna fu poi esaminata dalla molto più nera e silenziosamente divertita Laetitia).
Immagino che così tanta gente deve sopportare il bullissmo e le minacce e orribili comportamenti come questi in continuazione, come standard. Io non ci ero abituata e quindi quando ne fui vittima in Italia non avevo idea che si trattasse di quello. Ovviamente, essere bianca e eterosessuale aiuta, vero? Apparire socievole e simpatica e tutta sorridente anche aiuta.
Io vengo presa in giro perché sono troppo gentile, e va bene. Alle volte percepisco una sottile traccia di insulto perché sono nata in Italia. Nonostante io sia generalmente piuttosto delusa dall’Italia, e normalmente ne prenda le distanze da qualsiasi definizione dato che non credo nelle nazioni ne’ nelle religioni ne’ in qualsiasi cosa che divida, quando percepisco quello divento idiotamente italiana e li distruggo con la mia sicurezza oppure, se la gente mi piace, permetto loro di prendermi in giro. Le risate sono importanti per me, sono felice di lasciarli ridere, a patto che stiano ridendo di me e non qualcun altro, pena la mia immediata difensivita’.
Ammiro i miei due ottici, penso a che inferno dev’essere crescere con ragazzetti che ti prendono in giro e che ti puntano il dito e ti insultano. Ho espresso la mia ammirazione a Vidya e Sukh, dicendo loro che sono persone migliori di me, in quanto io non avrei reagito così bene.

Le parole sono state usate per ferirmi tutta la mia vita. Mi feriscono ancora. E la mia arma più potente e’ sempre stata e saranno sempre le parole. Sfortunatamente siccome non premedito mai di ferire nessuno, escono solo quando sto male e quindi volano come coltelli tirati a caso e selvaggiamente e finiscono per uccidere amicizie, relazioni o semplicemente conversazioni.

Non posso fare ameno di pensare che un mondo silenzioso sarebbe migliore.
Pero’ la musica che ascoltavo oggi mi riempiva l’anima.
Quindi almeno un superpotere dove con un gesto della mano potessimo fa tacere la gente.

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