Pantera helps/I Pantera aiutano*

I do have the cats for it…

(Italiano più giù)

I have just signed up for National Novel Writing Month realising of course only after I started compiling my profile that the Nation referred to is, of course, America.
What the hell, I’ve done it now so I might as well continue. I do love the American “can-do” attitude and sometimes I really really miss it. All this British cynicism sometimes really gets to me.

Some of you may have noticed I have passworded many of my posts. This was done simply because I believed that my blog, being so tendentially boring and varied, would get as readers those who really want to know my ins and outs, those who care about whatever that single post is about thanks to the use of tags, and the random reader who would then turn away and leave it alone finding nothing of interest.
I needed the feeling of throwing words out into the Universe and keeping my privacy settings too private would have cancelled that purpose.
However as I have a woman’s prerogative to change my mind magnified one hundred fold, I changed my mind and decided some stuff I’d rather leave for those who care, and not for the curious.
The password has already been given in the past to a few, and to those who really want it I have no real qualms about giving it. The rest of the posts are public (until I change my mind).

Anyway, this aside, a few factors have coincided that make this the perfect, and possibly only moment to have a go at becoming a writer. Asides from my creation of a centre in Peru, this was always my dream. Life presented me with so many constant and continuous challenges that it has been impossible up to now.
My husband says that writing 50,000 words in a month is impossible.
However, anybody who knows me at all knows that what is impossible for many, is usually perfectly acceptable for me. Don’t get me wrong, I do have qualities and factors that limit me, but they are my own peculiar limitations (asides from money, lack of money limits everything for anyone, but so does the need (or the desire) to MAKE money).
On the same day (today) I found out that once again despite having worked my brain to dust these past few years, I did not invoice enough to pay enough National Contributions to be entitled to job seeker’s allowance. Which of course means that I gave up my job as a freelance translator in order to find a “proper” (full-time, permanent) job, with NOTHING to support me in my search (besides the very nice lady at the Job Centre, whom I’m still entitled to, thank you Your Majesty).
Today I also found out about this crazy race.
Because I am me, I decided to get over the anger and disappointment and frustration at once again always having to do things the hard way, and enter my other self, the positive optimistic go-getter who thinks anything is possible, and think hey, it’s perfect. When was I ever emotionally stable enough, and forced to have enough time, to do this? Never. I never was. And what has always been my perfect scenario for writing my best essays? Under pressure. So how can this be impossible? The task is to write a 50,000 word novel from 1st of November to 30th of November. I don’t even know what the hell to write about, nor if I’m still even capable of writing, but you know what? There is no time like right now, there never is, there never was, and there never will be.

Wish me luck (and stamina, and lots of ibuprofen for my poor hypermobile fingers).

* In the enrolment from they asked what my writing music was. Pantera were playing and I felt I could write the world. I wrote that Pantera will assist me (along with other various Metal)

Mi sono appena iscritta a questo National Novel Writing Month rendendomi conto ovviamente solo dopo averlo fatto che la Nazione a cui si riferisce è naturalmente l’America.
Che diamine, l’ho fatto ormai quindi tanto vale continuare. Amo molto l’atteggiamento “si può fare” Americano e a volte mi manca davvero. Tutto questo ciniscmo britannico alle volte mi abbatte.

Alcuni di voi potrebbe aver notato che ho messo la password a molti dei miei vecchi post. Questo è stato fatto semplicemente perchè pensavo che il mio blog, per la sua natura molto noiosa ma variata, avrebbe attratto come lettori solo coloro a cui interessava sapere tutto di me, o quelli a cui interessava l’argomento di quel particolare post, grazie al meccanismo dei tag, oltre al lettore capitato per caso che sarebbe poi andato via lasciandolo, non avendo trovato nulla di interesse.
Avevo bisogno della sensazione di buttare i pensieri all’Universo e tenere i miei settaggi di sicurezza troppo privati avrebbe cancellato quel proposito.
Però, siccome ho la prerogativa femminile di cambiare idea moltiplicata per cento, ho cambiato idea e ho deciso che alcune cose preferivo tenerle per coloro a cui interessa di me, e non per i curiosi..
La password qualcuno l’ha già avuto qualche tempo fa, e per quelli che la volessero davvero non avrei problemi a darla. Il resto dei post sono pubblici (finchè non cambio idea).

Comunque, a parte questo, alcuni fattori hanno coinciso che rendono questo il momento perfetto, e forse anche l’unico mai, in cui posso fare un tentativo di diventare scrittrice. A parte la creazione di un centro in Peru, questo è sempre stato il mio sogno. La vita mi ha presentato così tante e continue sfide che è stato impossibile farlo fino ad ora.
Mio marito mi ha detto che scrivere 50.000 parole in un mese è impossibile.
Però, chiunque mi conosca sa che quello che è impossibile per molti, è normalmente perfettamente accettabile per me. Non fraintendetemi, ho qualità e fattori che mi limitano, ma sono le mie personali limitazioni (a parte i soldi, i soldi limitano tutto per tutti, ma anche le necessità (o il desiderio) di FARE soldi).
Nello stesso giorno (oggi) ho scoperto che ancora una volta nonostante abbia lavorato fino a ridurre il cervello in polvere in questi ultimi anni, non ho fatturato abbastanza per pagare i contributi Statali che mi permetterebbero di avere un sussidio di cerca-lavoro. Il che naturalmente significa che ho rinunciato al mio lavoro di traduttrice freelance per trovare un lavoro “vero” (a tempi pieno, permanente), con NIENTE che mi sostenga nella ricerca (a parte la signora simpatica al Centro di Occupazione, alla quale ho ancora diritto, grazie Vostra Maaestà).
Ho anche scoperto questa pazza “corsa”.
Siccome sono io, ho deciso di superare la rabbia e la delusione e la frustrazione di dover ancora una volta fare le cose nel modo più difficile, e di entrare nell’altra me, quella positiva ottimista che vuole fare e che pensa che qualsiasi cosa sia possibile, e che pensa ehy, è perfetto. Quando mai sono stata abbastanza stabile emotivamente, e obbligata ad aver abbastanza tempo, per fare questo? Mai, non lo sono stata mai. E qual’è sempre stata la circostanza perfetta per scrivere i miei migliori temi? Sotto pressione. Quindi come può essere impossibile? Il compito è di scrivere un romanzo da 50.000 parole dal 1° di Novembre al 31 di Novembre. Non so nemmeno di cosa diavolo scriverò, nè se io sia ancora capace di scrivere, ma sai cosa? Non c’è tempo come proprio adesso, non c’è mai, non c’è mai stato, nè ci sarà mai.

Augurami buona fortuna (e stamina, e un sacco di ibuprofene per le mie povere dita ipermobili).

* Nel modulo di iscrizione, chiedono: qual’è la tua musica per scrivere? E in quel momento c’erano i Pantera, che mi stavano dando una carica bestiale. Saranno i Pantera (e altro metallo vario) ad aiutarmi a scrivere.

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