Ripigliati/Get a hold of yourself

(English below)

Ispirata o meglio, portata avanti di un pensiero dal post (ritrovato) di mia cognata, volevo scrivere le mie riflessioni su oggi e i giorni scorsi.
Venerdì mi sono “licenziata” dal mio lavoro di traduttrice in proprio. Alla fine avevo un solo grosso cliente principale e quindi me la sono vista con loro.
So che per qualcuno è stata una (la solita, direbbero) “decisione avventata”.
E’ buffo. Uno passa anni, ed anni, a parlare di una cosa, a chiedere aiuto a decidere, a porsi mille problemi, a valutare, rivalutare, soccombere, riprendersi, riprovare… e poi decide finalmente il da farsi, eppure, per qualcuno, rimane una “decisione avventata”.
Non so bene cosa sia una decisione non avventata. A sentir gli altri, ho preso decisioni avventate tutta la vita. Ma, mi domando, se non le avessi prese, dove sarei ora?
Guardo indietro a tutti i bivi della mia vita e capisco che in alcuni casi, semmai, mi dico che avrei potuto forse prenderla prima. Ma non c’è una singola decisione, dio tutte queste “decisioni avventate” che ho preso, che sia stata sbagliata, nemmeno col senno di poi o forse dovrei dire sopratutto col senno di poi.
Ho linkato il post di mia cognata non (solo) perché è mia cognata e le voglio bene e scrive molto bene, ma perché lei da voce a quello che secondo me è un problema assoluto, ma non solo per le donne single, un po’ per tutte le donne (sopratutto) ma anche per molti uomini (perché tendenzialmente gli uomini tendono a essere più “egoisti” nelle loro decisioni, e a farsi influenzare un po’ di meno dalle aspettative degli altri). E cioè, questa idea che ci sia una modalità di vita che è ok e un’altra che non è ok, che è avventata, brutta, triste, o sa dio. Il problema maggiore ovviamente è chi questo lo crede. Nel senso: se tu sei infelice, NON devi pensare “ah ma sono un’ingrata ma guarda quanti stanno peggio di me e via dicendo. Se sei infelice devi chiederti perché, e cosa dovrebbe cambiare, e nel 99% dei casi TU sei l’unico in grado di cambiare le circostanze che ti rendono infelice. Io questo lo so da sempre ed è solo per questo che mi do addosso quando sono infelice. Perché SO che il potere del cambiamento ce l’ho io, e non ho il coraggio di metterlo in atto.
Ora, spesso ci sono dei motivi molto giusti e concreti per cui certi cambiamenti non li metti in atto. Trovare il giusto equilibrio tra quello che puoi cambiare e quello che DEVI cambiare e quello che potresti cambiare ma è meglio di no è difficilissimo, e si chiama l’arte del compromesso ed è un’arte che non ho mai saputo gestire molto bene.
Non dimenticherò mai l’amico gay che si era laureato e non sapeva cosa fare nel futuro perché a Londra all’epoca c’era molto poco lavoro e io gli dissi ma vai all’estero, insegna inglese: viaggi, ti supportano e guadagni! E lui mi diceva non posso devo stare in un ambiente che conosco e che sia gay-friendly. E io mi sentii ovviamente un’idiota perché non ci avevo pensato: che razza di vita avrebbe potuto fare un inglese gay a Saronno, metti? Una vita dura circondata da Brianzoli di mentalità piccola e senza avere nulla da fare, facendo enorme fatica a farsi amici e sognare storie d’amore.

Ma molto, molto spesso i limiti che ci poniamo sono solo nostri. Spesso, il limite maggiore è la paura. La paura di far cazzate (che ovviamente prima avevo ben poco, ma da quando ci sono i figli e un marito e un cane e due gatte che pagherebbero le conseguenze delle mie cazzate…), la paura che qualcuno ci rimanga male, la paura di essere giudicata, la paura di sbagliare, semplicemente.
Cercavo di affrontare questa paura di mettere in atto un cambiamento che sapevo essere essenziale per la mia salute mentale cercando qualcuno che mi desse una spinta, un incoraggiamento fermo e forte, che mi dicesse FALLO. Quante volte vi siete detti “avrei bisogno di qualcuno come me, che mi conosca e che sappia dirmi le cose giuste per darmi coraggio, per guidarmi”. Io spessissimo. Me lo sono detta così tante volte che alla fine, dopo tanto tergiversare, ed aspettare le parole giuste, e aspettare la persona giusta, mi sono detta che cazzo una persona come me esiste, e sono IO. Cosa direi io a me stessa davanti a me che mi dice tutto quello che pensa e che prova? Cosa le consiglierei di fare?
La risposta è stata “Smetti di fare un lavoro che ti fa vivere continuamente con l’ansia, che ti succhia ogni momento libero del tuo tempo e dei tuoi pensieri, che ti fa sentire sempre inadeguata e che non reputi di fare bene come vorresti, che è sottopagato e troppo rapido”. E la casa, l’affitto, le bollette? “Abbi fiducia in te stessa, datti questa possibilità, fatti aiutare da chi è preposto ad aiutarti , e cerca un lavoro che se non è subito il TUO lavoro, quantomeno ti permette di guadagnare il necessario per pagare le bollette, ma soprattutto a un certo punto della giornata, della settimana, FINISCE. E quando è finito ti rimane del tempo libero, in cui lavorare o studiare per un lavoro migliore.
Nessuno ci conosce meglio di noi. Un buono psicologo ci può aiutare a trovare una strada verso la nostra sicurezza di noi, un buon amico può incoraggiarci facendoci sentire grandi e abili e forti, ma nessuno, alla fine, nessuno ha la forza di fare quello che solo noi possiamo fare, e cioè capirci completamente, sapere cosa è assolutamente indispensabile per NOI (che non è, quasi mai, quello che gli altri pensano che sia, vedi post di mia cognata più su), e agire per non non tradirci, per dare a noi stessi quella possibilità, ogni volta che sia necessaria, perché la vita ci sfugge via e noi non vogliamo svegliarci pensando hey, fantastico, ho pagato l’affitto tutti i mesi.
Quindi, il consiglio migliore per ognuno di noi è: riprendi il possesso di te stesso. Ritorna padrone delle tue azioni, dei tuoi pensieri, delle tue opinioni. Fai solo cose che abbiano un senso per te. E sopratutto, ricorda sempre che gli altri sono compagni di vita, mai dirigenti della tua.

Inspired or, better still, brought forward by one thought by my sister in law’s (old) post, I wanted to share my thoughts on today and on the past few days.
Friday I “resigned” from my work as a freelance translator. In the end I had only one really big client so I dealt with them.
I know that for someone it was a (the usual, they would say) “impulsive decision”.

It’s funny really. You spend years, and years, talking about something, asking help to decide, thinking a million issues, assessing, reviewing, submitting, starting anew, trying again… and then you finally decide what to do and yet, for someone, it’s an “impulsive decision”.

In that case I’m not really sure what a non-impulsive decision is. If I should think of what others have said, I have been talking impulsive decisions my whole life. But, I wonder, if I hadn’t taken them, where would I be now?

I look back to all the crossroads in my life and I understand that in some cases, if anything, I left that decision too late. But there isn’t a single decision, of all these “impulsive decisions” I have taken, that was wrong, not even with the benefit of hindsight or perhaps I should say especially with the benefit of hindsight.
I linked my sister in law’s post not (only) because she is my sister-in-law and I love her and she writes very well, but because she lends a voice to what I believe is an absolute problem, but not just for single women, a bit for all women (especially) but even for many men (because a man is more likely to think more selfishly and with his own good in mind uncaring about other people’s opinions). And that is, this idea that there is one way of life that is ok and another that is not ok, that would be impulsive, ugly, sad, or just wrong. The greatest problem is when someone feels it to be true, that is: if you are unhappy, you should NOT think “ah I am so ungrateful look how many are worse off than me and so on and so forth. If you’re unhappy you ask yourself why, and what ought to change, and in  99% of cases YOU are the only one who can change the circumstances that make you unhappy. I have known this always and that is why I am very peeved off by myself when I’m feeling unhappy. Because I KNOW that I am the one who has the power to change things and I hold key to put these changes into effect.
Now, often there are very real and tangible reasons why it’s difficult to put certain changes into place. Finding the right balance between what you can change and what you MUST change and what you could change but it is best not to is very difficult and is called the art of compromise and it is an art I never was very good at.
I will never forget my gay friend in London who had just completed his degree and he was unsure about his future because there was little work in London at the time and I said to him “just go abroad, teach english, you can travel and make money at the same time!” And he would tell me that he couldn’t as he needed to be in an environment that he knew and that had a good gay scene . And of course I felt like an idiot because I hadn’t considered that at all: what kind of life could an English gay man hope for in Saronno, say? A tough life surrounded by close-minded Brianzoli and without much to do, finding it exceedingly hard to make friends and dream of finding love.
But often, very often, the limits we have are placed by us alone. Often the greatest limitation is fear. Fear of messing up (which obviously I didn’t have much of before but once you have children and a husband and a dog and two cats who will pay the consequences of your choices it becomes more relevant), the fear someone might feel hurt, the fear of doing something wrong, quite simply.

I tried to overcome this fear of acting upon a change that I knew would help my mental balance by desperately seeking a friendly voice who would say, with decision, DO IT. How often have you told yourself “I would need someone like me, someone who knows me and who will tell me all the right things give me courage, to guide me”. Me, a lot. I have told myself that so many times that in the end, after dawdling so long, and waiting for the right words, and waiting for the right person, I told myself what the hell a person like me DOES exists, and it’s ME. What would I tell myself if I were sat in front of me telling me all I felt and thought? What would I advise myself to do?
The answer was “Stop doing a job that makes you feel anxious all the time, that sucks every free moment and thought out of your life, that always makes you feel inadequate and that you feel you are not doing as well as you should, which is underpaid and too fast.” And the house, the rent, the bills? “Have faith in yourself, give yourself this opportunity, get help from those who whose job it is to help you, and find a job that if it isn’t immediately YOUR job, at least it allows you to earn enough to pay the bills but especially, at one point in the day, ENDS. And when it ends you have some free time to work or study for what you really want, or at least something better.
Nobody knows us as well as we do. A good psychologist can help us find a way towards our sense of self, a good friend can encourage by making us feel big and strong and able, but nobody, in the end, has the strength to do what only we can do, and that is allow us to understand, completely, what is absolutely essential for US (which is, almost never, what others think is, see my sister in law’s post further up), and act so that we do not betray ourselves, to give ourselves that possibility, every time we must, because life slips away and we don’t want to wake up one day thinking hey, that’s great, I paid the rent every month.
So, the best advice for each of us is: get a hold of yourself. Return the master of your actions, of your opinions. Only do what makes sense to you. And, especially, always remember that others are life companions, never your life’s directors.

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7 thoughts on “Ripigliati/Get a hold of yourself

  1. Reblogged this on Billy in Blunderland and commented:

    Thanks to Whiskey Cat, a fellow blogger, I have been brought this old post of mine to my attention… how relevant it is! Especially now. And my birthday coming up soon. Thank you Whiskey cat for bringing this back to me 🙂

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    1. Wow this is such an old post! And incredibly absolutely relevant for me right now, especially as I wrote it on my birthday and I’m nearing my birthday again and it becomes, once again, extremely relevant. So, dear Whiskey Cat, thank you! 😀

      Liked by 1 person

  2. you should always do what feels right to you as you already it is exactly what you must do. Sometimes we avoid being ourselves and doing what want because we feel guilty or take somebody else’s advise. You have to live with your choices, you have to be who you are even though sometimes others might want to see you do what they think is right

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  3. Mi sento come la mela di Newton, che è solo caduta e non ha fatto niente di speciale o di diverso dal solito.
    Ho scritto una cazzata e guarda cosa è saltato fuori! Che bello ispirare un post così!

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    1. Come dice Dace qua sotto, te stessa è la cosa migliore che puoi essere, sempre 🙂 Tvb e non vedo l’ora di abbracciarti.

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