What’s your limit?

Mine is about 30 minutes these days. I walk less and I feel as strong and walkable as usual. I walk more and something starts to hurt. The latest one is an ankle this morning, as a result of a “tremendous” 70 minutes walk: it’s sort of giving way, painful as hell, and I think bones are trying to get out from inside. What the hell.

My limit always used to be limits, constraints, prohibitions. Tell me I couldn’t do something and I was probably already doing it. The only thing I wouldn’t do is deliberately set out to hurt people. I’m a nice person that way. I used to tell my friends they could never rely on me, never count on me to be there, because I would probably be going elsewhere quite soon, but they could always trust me. That was true twenty years ago and it’s still true now.

Money is of course always a huge limit. In order to have money you need to work very hard, and therefore have a lifestyle I despise. A circle I cannot escape, until a distant relative dies leaving me heaps of money (unlikely). So Will has had to be my coin, and has served me well so far.

Right now I’m thinking another house somewhere in Cambridge, only further away from here, and bigger.

OR a house somewhere far, far away, and cheap to live. I came up with something like this:

Which is in this incredible setting.

Except my silly husband hates mountains. But I’ve lived there and I know it’s magic.

OR, I might “settle” for something more intimate, in Thailand:

The point is, I hate limits. I can’t help the physical limits that come with my body, though I can stubbornly ignore them. But I don’t like being told you can’t do this and you can’t do that. I don’t like being told have only a little bit of this and a little bit of that. If you’re going to limit my chocolate intake, I’d rather give it up completely. That’s the way things are with me, but many people feel safe within limits. They like telling themselves “What? I couldn’t possibly do that!” or “Who me? Move anywhere but here? How! NO!”.

Limits are what you give yourself, don’t go blaming them on other people. If you choose to limit yourself, at least have the courage to admit it: “I don’t want to go beyond this line.” “I don’t want to give more than this bit.” It’s not because you have no money, or because you’re married or because you have a child or because anything. It’s just because of you. So when the walls start closing in on you and you feel you are a tiny piece in a small, small room, think about how you got yourself there.

Either be happy about it, or have the courage to break down the walls.

ITALIANO:

Qual’è il tuo limite?

Il mio è di circa 30 minuti di questi tempi. Cammino meno e mi sento altrettanto forte e in grado di camminare per ore, come prima. Cammino di più e qualcosa inizia a fare male. L’ultima è una caviglia: sta più o meno sfasciandosi, fa malissimo, e penso che delle ossa stiano cercando da scappare da dentro. Che diavolo.

Il mio limite è sempre stato il limite, la costrizione, le proibizioni. Se mi avessi detto che non potevo fare una cosa probabilmente la stavo già facendo. L’unica cosa che non ho mai voluto fare è sempre stato agire in modo da far del male a qualcuno, consapevolmente. Sono una brava persona in quel senso. Ho sempre detto ai miei amici che non potevano fare affidamento su di me, né contare sul fatto che io ci fossi, perché probabilmente me ne sarei andata presto, ma che potevano sempre fidarsi di me.  Questo era vero vent’anni fa ed è tuttora vero.

I soldi sono ovviamente sempre un limite enorme. Per avere soldi devi lavorare molto duramente, e quindi avere uno stile di vita che io detesto, Un circolo da cui non si può fuggire, almeno finché un lontano parente non si decida a schiattare e mi sommerga di soldi (improbabile) . Quindi la volontà è sempre stata la mia  unica moneta, e fino ad ora non mi ha mai delusa.

Ora sto pensando a un’altra casa da qualche parte a Cambridge, lontano da qua. Oppure una casa molto, molto lontana, dove sia economico vivere. Ho trovato una cosetta come le casette sopra, un gruppetto di casupole in Perù e una casetta singola deliziosa in Thailandia.

Il punto è, io odio i limiti. Non posso fare molto contro i limiti fisici che derivano dal mio corpo, anche se posso ostinatamente ignorarli. Ma non mi piace che mi si venga detto non puoi fare questo o non puoi fare quello. Non mi piace che mi si dica puoi avere solo un pochino di questo e solo un pochino di quello. Se devi limitare la quantità di cioccolato che posso mangiare, preferisco rinunciarci completamente. E’ così che funzionano le cose con me, ma molte persone si sentono sicure all’interno di limiti. A loro piace dire a sé stessi “Cosa? Io non potrei mai fare quello!” oppure “Chi, io? Vivere altrove? Mai!”.

I limiti sono quelli che ti dai tu. Non dare la colpa ad altre persone. ASe scegli di limitarti, almeno abbi il coraggio di ammetterlo: “non voglio andare oltre questa linea.” “Non voglio dare più di così.” Non è perchè non hai i sldi, o perchè sei sposato, o perchè hai bambini o qualcosa del genere. E’ solo perché tu l’hai deciso. Quindi quando le pareti iniziano a chiuderti intorno e ti senti un piccolo oggetto in una stanza molto, molto piccola, pensa a come ci sei arrivato.

Siine felice, o abbi il coraggio di buttare giù le mura.

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