Un vecchio post del 2007

1/3/07 02:00 pm
Il fatto che in più occasioni ed in maniera più che ostinata i nostri documenti non volessero farsi trovare non si è tradotto per fortuna nella caduta del nostro aereo come sarebbe stato logico prevedere vista appunto l’ostinazione del fatto. Dopo essersi persi nelle gloriose (ma non più tanto ormai, grazie alla privatizzazione incombente) poste inglesi, infatti, avevamo fatto dei temporanei documenti di viaggio al consolato che io, caso rarissimo, mi stavo dimenticando pacificamente a casa il giorno in cui siamo entrati in macchina per prendere l’aereo. Grazie alla provvidenziale domanda di Piso pero’ (i documenti li hai presi?), la tragedia di arrivare all’aeroporto e scoprirsi sprovvisti di documenti è stata evitata. Pagato nel nostro paese natale il prezzo per rifarli da zero (sorbirsi le chiacchiere neonaziste, razziste e leghiste dello sbavante impiegato comunale su cui qualcuno avrà letto il mio sfogo tempo fa su asphalto), alla partenza dalla casa dei genitori di Piso e avendo percorso già mezz’oretta di tragitto la mamma del suddetto per fortuna ha l’accortezza di guardarsi in giro e trovare la borsa del suddetto, contenente appunto i suoi documenti di viaggio. Inutile dire che abbordiamo l’aereo con non poca ma sicuramente ben celata apprensione, e quando atterriamo a Liverpool John Lennon Airport (above us only sky) attraversando tifoni di vento che sballottano non poco l’aereo in aggiunta a un dolore pazzesco dovuto alle mie orecchie intasate dalla dannata influenza che mi ha accompagnato dal primissimo giorno di soggiorno in Italia abbiamo riso e giocato ma in realtà ci stavamo cagando sotto. Atterrati e in coda per i passaporti, naturalmente, non li troviamo. Ma tutto è bene ciò che finisce bene svuotando la borsa di Piso alla fine si ritrovano, per l’ultima volta, i documenti. Chiunque abbia una teoria riguardo a questa ovvia congiura del mondo riguardante i documenti che per fortuna non ha portato all’esplosione dell’aereo lo ascolto volentieri.
Per il resto beh, tenendo presente che in Italia faceva un freddo dieci volte superiore che qua, che c’era la nebbia e uno schifo di tempo mentre qui c’era il sole limpido e cristallino, che anche quando c’era il sole il sole era tenue tenue e pallidissimo, che abbiamo fatto un sacco di andirivieni in macchina, e che io non sono riuscita nemmeno ad assaggiare una delle tantissime cose buonissime che ci hanno servito (o, perlomeno, non ho potuto che apprezzare il look delle pietanze, giacché gli odori e i sapori erano diventati inesistenti) è stato bello rivedere le poche persone che abbiamo visto, sono stata felice di riuscire ad incontrare almeno maffa e marina (se passate da Torino andate ad assaggiare la loro pizza e i loro dolci e fatemi sapere come sono che vi invidio troppo che chissà quando riuscirò a tornare in Italia e assaggiarli di persona!!!) che ci tenevo troppo anche se ero intasata e storditissima (più del solito, si) insomma si può dire che è stato bello, si. Anche se ho passato gran parte del tempo a parte a star male e a piagnucolare per il mio Zoom, a sole 2 ore di distanza anche meno ma così lontano per me, così irraggiungibile…
Il rientro il 31 dicembre è stato poi deliziato dalla povera macchina che non partiva grazie a me che avevo tirato troppo l’aria (ebbene si ha ancora l’aria da tirare, una Volvo 340 come anche se decisamente meno blu, anzi è tutta da dipingere porella fuori è proprio un rottamino….) e ci ha quindi alla fine costretti a chiamare l’AA (equivalente dell’ACI) a cui abbiamo finalmente fatto il tanto riinviato abbonamento con in più salassino a parte per l’uscita non inclusa nel nuovo abbonamento…). Però poi la ragazza ci ha portati lisci lisci diretti a casina ovviamente era tutto chiuso quindi ci siamo limitati a un riso con curry e tonno e tante coccole. A mezzanotte distruttissimi ci siamo guardati i fuochi a Londra e poi via, tutti a ronfare.
E’ bello essere a casa, in fondo, anche se deve ancora passarmi l’influenza. Almeno qui fa caldo per dio!

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