When the wind settles/quando il vento cala

I have decided to put an end to a very positive counselling experience. In the end there have been enough dawnings and epiphanies to last me a while, I think. The latest one is that perhaps yes, it’s time to stop striving. Those whom I could pick up on the way I’ve picked up, and those who will fall out of the carriage will fall out, or have fallen out. I am no longer travelling, I am still, for a while. There is no point in continuing to try and explain myself, explain life, explain love, explain reason and unreason. Those who could understand understood, and those who couldn’t well, they didn’t! It’s quite simple really.

More importantly: I can give up on me. Not in a bad way, but I can, at forty, start gathering up experiences and thoughts and say: this is me. For those of us who were into the 16 personality types thing, in the nineties, you can see how going from an ENFP (or a bloody romantic as some would say) to an INFP didn’t help much in finding my physical place. But my place kind of found me and is well determined to keep me here. Between kids going (very well) to school, friends, husband’s work and what have you, there isn’t much budging I’ll be doing for a while.

When I think back to the absolute horror I felt when my Italian identity card, because of the divorce, was issued NOT valid for expatriation, and I didn’t have a passport… I still get a clenching feeling in my chest. Now, I have trouble travelling, booking flights, organizing timetables. The girl who used to jump from impossibly high cliffs and iron bridges is now afraid of heights, and the one who could walk out on you and storm off walking for miles and miles without stopping now has HMS and can’t walk more than half an hour without pain. It’s got to the point where it’s quite funny, and I feel like saying “OK, OK I GOT IT!”.

So yes, I’m still, and must relax thoughts and dreams and especially stop looking elsewhere for bits and bobs to create perfection: I must accept imperfection and – dear oh dear – actually work at something.

But just in case, I played the lottery today 🙂

Ho deciso di porre fine ad un’esperienza di terapia molto positiva. All fine ci sono state abbastanza illuminazioni ed epifanie da tenermi occupata per un po’, io credo. L’ultima è che si, è ora di smettere di lottare. Quelli che ho tirato su per strada li ho tirati su, quelli che sono caduti o dovevano cadere dal carro sono caduti o cadranno. Non sono più in viaggio. Sono ferma, per un po’. Non c’è più ragione di provare a continuare a spiegarmi, spiegare la vita, spiegare l’amore, spiegare la ragione e la mancanza della stessa. Quelli che potevano capire hanno capito e quelli che non hanno potuto beh, non l’hanno fatto! E’ abbastanza semplice in realtà.

Ma più importante: posso abbandonare me.  Non in maniera negativa, ma posso, a quarant’anni, iniziare a mettere insieme le esperienze ed i pensieri e dire: questa sono io. Per coloro come me che erano presi bene dalla cosa dei 16 tipi di personalità, negli ani 90, potete capire come il passaggio da un ENFP (o una dannata romantica come qualcuno direbbe) d un INFP non ha aiutato granché a trovare il mio posto fisico. Ma il mio posto in un certo senso ha trovato me, ed è molto determinato a tenermici. Tra i ragazzi che vanno (molto bene) a scuola, gli amici, il lavoro del marito e il resto, non avrò molto di che spostarmi per un po’.

Quando ripenso all’assoluto orrore che ho provato quando la mia carta d’identità, per via del divorzio, mi era stata rinnovata NON VALIDA ALL’ESTERO, e non avevo un passaporto… sento ancora la morsa al petto. Ora, ho problemi a viaggiare, a prenotare voli, ad organizzare orari. La ragazza che un tempo saltava rocce altissime o ponti di ferro ora ha paura dell’altezza, e quella che poteva andarsene in un turbine di rabbia e andarsene a piedi per chilometri ha HMS  e non può camminare più di mezz’ora senza provare dolore. Siamo arrivati al punto che fa ridere, e vorrei dire “OK OK HO CAPITO!”.

Quindi si, sono ferma, e devo rilassare i pensieri e i sogni e soprattutto smettere di guardare altrove per quei pezzettini che insieme portano alla perfezione: devo accettare le imperfezioni e – oh mamma – dedicarmi seriamente a far funzionare le cose.

Ma nel dubbio, oggi ho giocato alla Lotteria 🙂

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2 thoughts on “When the wind settles/quando il vento cala

    1. Oh darling, you and Björn would each get a million pounds like a shot! You might get a little bonus too 😀

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