Why I’m leaving Facebook/Perché abbandono Facebook

A while back a friend wrote a now-famous post about why he left the world of scientific research. That was a clever, well-thought out, well-written and very noble post. This is a rant, so you’ve been warned.

I was introduced to Facebook by a friend of mine, back in hmmm, 2007 perhaps, and it was mainly presented as a place where it was easy to upload pictures and share stuff with people you knew. As soon as I went in there, I found people I thought I’d never hear from again, and most of them I was thrilled to have found, people life didn’t give me the chance to get to know better or spend more time with, now I could finally interact with, get closer with, keep up with and it was a privilege, a joy!

In some cases, I even managed to close a few ghosts from the past, by seeing them now, removing them from my mind, finally seeing that there was nothing left to share and so on: that too was invaluable, and I was grateful to Facebook for it. These were the arguments I used FOR Facebook with people I tried to convince to sign up so that I could more easily keep up with what was happening in their lives and in their heads.

Then of course Facebook got filled up with useful distractions (bits of news, really funny stuff and so on) and some not so useful, stuff that just wasted my time (games I liked, games I didn’t, games I got invited to, apps that just made me compulsively waste my time, scrolling down useless posts on my wall to get to the people I cared to know about and so on).
I still liked it, however, and it was still all worth it: every time I uploaded a video or a picture with no hassle at all, no cropping or resizing, and knew that an old dear relative would see it easily on her niece’s account, I felt it was all worth it.

[As an aside keep in mind that using various apps from browsers like Firefox, I wasn’t exposed to all the ads. The few times I would see Facebook without all my little blocking apps, I saw that it got more and more frightening: enormous quantity of ads, then invitations from Facebook to JOIN THIS! LIKE THAT! BE FRIENDS WITH SUCH AND SUCH! Thanks to those little apps though, I managed to keep that side, the side that is REALLY worth millions and millions of currency, under control.]

Then, of course, some ghosts from the past found ME. It was always a “free stab”. In some cases, it was worth it: ghosts laid to rest, people seen for what they really are, final explanations exchanged, last words rectified in case we died and got filled with remorse. But others, they just weren’t. They just appeared, and I really really didn’t want them to be anywhere near me, not even have their name associated with mine.
But there was an easy way out: block them. “Block them!” I would say to my friends who had similar concerns about going on Facebook. In truth, a friend of mine who actually translated the terms and conditions in one of the languages told me he’d never go on Facebook because he really knew what the privacy terms were. I thought at the time he was a being a tad paranoid, after all I had nothing to hide from any government, not even the American one.
Now I see that those people I convinced to come online saying “just block them”, I have to say “ah by the way that’s no longer sufficient”. And other people for whom I am the common friend with someone they really really really don’t want to see again, are no longer safe in just blocking, since there are occasions were people you have blocked can see you, particularly on common friends’ walls, even though YOU continue not to see them.

Some friends suggested it might be one of those untrue hypes, a typical internet hoax. Besides another friend saying he did some tests and found it to be true, I realised that you know what? Even if it isn’t true now, from past experience of their changes of privacy policy that I needed to keep up with and change my settings in order to retain the level of privacy I wanted, I didn’t know how many things I might have missed or was already unwittingly doing that might damage my friends’ privacy requirements and how many more here would be in the future.

So, that’s it. Goodbye Facebook. There’s only so many times you can lose and regain trust.

Un po’ di tempo fa un amico scrisse un post, ora famoso, sul perché lasciasse il mondo della ricerca scientifica. Quello era un pezzo intelligente, scritto bene e molto nobile. Questa é una sfuriata. Siete stati avvertiti.

Facebook mi era stato presentato da un amico nel 2007, ed era stato presentato soprattutto come un luogo dove era facile caricare foto e video su un server e condividere cose con persone che conoscevi. Appena entrata, vi trovai delle persone che pensavo non avrei mai più sentito, e la maggior parte ero felicissima di aver trovato, persone che la vita non mi diede il tempo di frequentare, conoscere meglio. Ora finalmente potevo avvicinarmici, rimanere aggiornata ed era un privilegio, una gioia!

In alcuni casi, sono anche riuscita a chiudere con qualche fantasma del passato: vedere come sono ora, togliendomeli dalla testa, finalmente vedendo che non rimaneva nulla da condividere e così via. Anche quello era preziosissimo, ed ero grata a Facebook per questo. Questi erano gli argomenti che utilizzavo per convincere alcune persone ad iscriversi, anche per poter più facilmente aggiornarmi su quello che succedeva nella loro vita e nelle loro teste.

Poi chiaramente Facebook si è riempita di distrazioni utili (pezzetti di notizie, cose davvero divertenti e così via), e alcune meno utili che si limitavano a farmi perdere tempo (giochi che mi piacevano, giochi che non mi piacevano, giochi a cui venivo invitata, scorrere giù sulla mia bacheca a trovare gli aggiornamenti delle persone che mi interessava davvero leggere e cosi via).
Tuttavia, continuava a piacermi, ne valeva ancora la pena: ogni volta che caricavo un video o una foto senza alcuno sforzo, senza tagliare o aggiustarne la grandezza, e sapevo che qualche anziano parente sarebbe riuscito a vederlo comodamente dal profilo della nipote, mi sentivo che valeva davvero la pena.

[Come nota a parte dovete tenere in mente che grazie a molte piccole applicazioni dei browser come Firefox, non ero esposta a tutta la pubblicità. Le poche volte che vedevo Facebook senza i miei trucchetti protettivi la quantità di pubblicità, gli inviti a CLICCA QUA! DI CHE TI PIACE QUESTO! CONNETTI CON QUEST’ALTRO! erano spaventose. Grazie a tutte quelle piccole applicazioni, però, riuscivo a mantenere quel lato, quel lato che DAVVERO vale milioni di dollari, sotto controllo.]

Poi, naturalmente, dei fantasmi del passato hanno trovato ME. Era sempre una “coltellata gratuita”: in alcuni casi, ne valeva la pena: fantasmi finalmente in pace, persone viste per quel che sono, ultime spiegazioni scambiate, ultime parole dette rettificate nel caso uno di noi morisse e dovesse vivere col terribile rimpianto. Ma in altri casi, semplicemente non valeva la pena. Apparivano così, e davvero non volevo che mi si avvicinassero in alcun modo, nemmeno avere il mio nome associato al loro. Ma c’era una facile via di scampo: bloccarli. “Bloccali!, dicevo ai miei amici che avevano simili preoccupazioni riguardo all’andare su Facebook.
A dire il vero, ci sarebbe un amico che mi aveva detto che non sarebbe mai andato su Facebook in quanto ne tradusse tutte le condizioni di privacy e quindi le conosceva nel dettaglio. All’epoca pensavo fosse semplicemente un tantino paranoico, dopo tutto io non avevo nulla da nascondere a nessun governo, manco quello Americano. Ma ora vedo che a tutte quelle persone che ho convinto a venire online dicendo “bloccali, semplicemente” ora devo dire “ehm, non è più esattamente sufficiente, mi spiace”. E altre persone per cui sono io l’amico comune di persone con cui davvero davvero non vogliono avere più nulla a che fare, non sono più al sicuro semplicemente bloccandoli.

Alcuni amici hanno suggerito che fosse l’ennesima bufala che vuole condurre al panico su Facebook. A parte che altri amici hanno detto di aver fatto delle prove ed effettivamente hanno riscontrato che è vero, che anche gli utenti bloccati, se interagisci sulla bacheca di un amico comune, ti possono vedere (ma tu continui a non vedere loro) mi sono resa conto che sapete cosa? Anche se non fosse vero ora, ci sono stati abbastanza cambi improvvisi alla politica sulla privacy in passato con i quali ho dovuto aggiornarmi e cambiare impostazione per mantenere il livello di privacy che volevo io, senza contare quelli che mi sono magari sfuggiti e quindi stavo magari danneggiando quelli di amici senza saperlo e quelli che arriveranno in futuro, che non importa.

Quindi addio, Facebook. C’è un limite a quante volte puoi tradire e riconquistare la fiducia.

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