My pal Vashti Bunyan- La mia amica Vashti

Interview with her (not by me)

Italiano sotto

My husband surprised me by buying tickets to see Vashti Bunyan (keep this hum in the background as you read) in Leeds last night. She is an extremely talented lady we found out about through our friend and Black and White Photographer Toby Deveson. The act before we missed the name of, but they were quite good. I’ll find out who they were asap. But when the Lady came to sing, we started a dream into her consciousness and her memories, and it hasn’t left me still.

At first I was struck by a certain amount of sadness. I saw all the beauty and the impetus of her youth, all her dreams, and saw that many of them hadn’t come true. It was already too late I had related too much to her by then, so tears started welling up in my eyes to accompany the beautiful music. I couldn’t help noticing the awe of her accompanying guitarist (a Glasgow boy), the respect of her accompanying violinist, from London, and the youthful enthusiasm of her other Glaswegian, who played a different instrument at every song.
And yet.
I felt with complete surety we could have been friends. Had I had my Place, I would have invited her and she would have come and she’d had stayed for a week or two, having tea and getting up to see the dawn in a poncho and we would have chats and interact with people and finally we would have a small musical session, with just a few of us from the house, and then perhaps a larger one.
At the end we realised that yes, many of her dreams didn’t come true, and as she said, “I used to think things could be so simple… now I know it’s not quite like that”, BUT now she was on the road again, and happy for this.
I realised how lucky I was to be nearing my forties and happily married, and at the same time I haven’t given up any dreams, in fact they simply evolved, matured, became more tangible, and now they can be called Plans.
It doesn’t matter that I would have had more energy to do what I wanted when I was 26. What matters is that now I have the wisdom and the determination I was nowhere near having back then.
It will happen, it has already begun, and when it evolves further, you will all be invited.

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Mio marito ha voluto sorprendermi prendendo i biglietti per Vashti Bunyan (tenete questa musica in sottofondo mentre leggete) a Leeds ieri sera, una Signora di enorme talento che abbiamo conosciuto grazie al nostro amico e Fotografo in Bianco e Nero Toby Deveson. Non abbiamo colto bene il nome del gruppo che la precedeva, ma non erano affatto male. Cerchero’ di scoprire chi fossero appena possibile. Ma quando la Signora e’ venuta a cantare, abbiamo iniziato un sogno all’interno della sua coscienza e dei suoi ricordi, e non mi ha ancora lasciata.

All’inizio sono stata colpita da una certa quantità di tristezza. Ho visto tutta la bellezza e l’impeto della sua giovinezza, tutti i suoi sogni, e ho visto che molti di loro non si erano realizzati. Ormai era troppo tardi, mi ero già identificata molto con lei, quindi i miei occhi hanno cominciato a riempirsi di lacrime ad accompagnare la bellissima musica. Non ho potuto fare a meno di notare la soggezione del suo chitarrista (un ragazzo di Glasgow), il rispetto della violinista che l’accompagnava, di Londra, e l’entusiasmo giovanile dell’altra ragazza di Glasgow, che suonava uno strumento diverso ad ogni canzone.
Eppure.
Ho sentito con totale sicurezza che avremmo potuto essere amiche. Se avessi avuto il mio Posto, l’avrei invitata e lei sarebbe venuta e sarebbe stata per una settimana o due, bevendo te’ e alzandosi per vedere l’alba in un poncho e avremmo chiacchierato e avremmo interagito con gente e alla fine avremmo avito una piccola sessione musicale, con solo pochi componenti della Casa, e poi magari una più estesa.
Alla fine ci siamo resi conto che si, molti dei suoi sogni non si erano avverati e come ha detto lei stessa, “Un tempo pensavo che le cose potrebbero essere cosi semplici… ora so che non e’ esattamente cosi “, MA adesso era di nuovo on the road, e felice di esserlo.
Mi sono resa conto del fatto di quanto sono fortunata di starmi avvicinando ai quaranta ed essere felicemente sposata, senza per questo aver rinunciato a nessuno dei miei sogni, anzi, si sono solo evoluti, sono maturati, diventati più tangibili, ed ora si possono chiamare Progetti.
Non ha importanza che avrei avuto più energia per fare quello che volevo quando avevo 26 anni. Quel che conta e’ che ora ho la saggezza e la determinazione che, allora, non mi sognavo nemmeno.
Succederà, è già iniziato, e quando si evolverà ulteriormente, sarete tutti invitati.
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