Piccole cosine

Devo scrivere un po’ di cose, perché quando ci siete dentro, a contatto con il vostro pupo di turno (che sia vostro, dei fratelli, degli amici, poco importa), ogni istante vi sembra prezioso, unico, irripetibile e soprattutto indimenticabile. Ahimé, le prime sono vere, l’ultima no. Non e’ che te le dimentichi, e’ che ci sono e ci saranno talmente tanti momenti unici ed irripetibili che alla fine la mente fa fatica a tenerli in mente tutti.
E’ per questo che ho creato questo journal, e ogni tanto lascio trascorrere il tempo e mi pento sempre, perché certe cose chissà quando mi torneranno in mente, per quanto piccole. Consiglio caldamente a tutti di scriversi un piccolo diario, perché tra qualche anno vi fara’ immensamente piacere rileggervelo.

Quindi cose random perché sto lavorando molto e non voglio perdere troppo tempo:
Margherita e’ da 6 mesi che dice mamma e poi papa’ e blu (suo pupazzetto notturno) e zoom. Adesso mi porge la luccicante pallina arancione che ha avuto da poco e dice: ‘Ball”, perché, in effetti, assomiglia alla pallina del libretto che le leggo da qualche mese, e li e’ in inglese e si dice “ball”. Te la mostra, ti guarda negli occhi, e come ad insegnartelo lei ti dice: “Ball”.
Zoom lo dice poco e lo confonde adesso, chissà perché. Invece ha aggiunto un bellissimo “patata”, io gliel’ho detto come spesso faccio e lei, sillabando:”pa-ta-ta”. Poi non l’ha ancora ripetuto. Invece ripete e conosce perfettamente banana (che le piace moltissimo). A volte dice “bauna” a volte dice: “bnana” però lo dice, e giusto. Il che mi porta a ricordare come inorridiamo quando sentiamo persone che parlano ai loro bebé in questo modo: ah cici bobotutupapa, mettiamo le peppe? che bwawa che sei! pupupu”. Ecco i bambini sono piccoli non deficienti, non insultiamoli ed insegniamo loro a parlare normalmente. Basta usare un tono tenero e’ inutile parlare storpiato.
La pupa era nel passeggino e Ghigo le era vicino. Ghigo (9 anni) le diceva:”Ghigo” e puntava se stesso. Lei lo guardava, sorrideva, e diceva:”Bo”. Allora Ghigo, che e’ famoso per ripetere le cose all’infinito se necessario, le diceva: “Ghigo”. E lei, sempre sorridendo e felice di ripetere esattamente: “Bo”. E cosi’ via per almeno 5 minuti di orologio, nessuno dei due si stancava, lui diceva “no, Bo, Ghigo, Ghigo”. E lei, con la pazienza che e’ giusto avere con un bambino, sembrava proprio dire “eh, si, e che dico io, BO!”. Kai ed io ci spanciavamo dalle risate nel frattempo. Alla fine chi l’ha spuntata, tra il potenzialmente ossessivo Ghigo e l’Arietina Maggie? Maggie, ovviamente.
Maggie adesso si prende le gambette e oltre a ciucciarsi il piedino, fa battere i piedini e se li porta alla bocca. Questo e’ il momento in cui ti senti DAVVERO vecchia, accidenti a lei.
Maggie ha i suoi inside jokes con il papa’, fanno una roba con la lingua che io non riesco nemmeno a fare.
Maggie chiama papà quando si sveglia, poi se lui non la caga: “mamma… Mamma!” finché qualcuno se la fila. Sempre con tranquillità però.
Quando la metti giù a dormire lei si tira su la copertina fin sopra gli occhi e dorme, magari si mugola una ninna nanna. Oppure ciuccio in bocca guarda i cagnolini e tu sai che devi farli girare con la musichetta e lasciarla dormire da sola. Di giorno. Di notte anche il latte e salutare farfalline dipinte sul muro, la margherita che fa luce, e tutto il paese di Middlestown prima di chiudere la tenda.
Kai ha ricevuto come premio per aver suonato la tastiera costantemente migliorando e per aver sempre eccelso a scuola una tastiera di quelle serie, con tutti i tasti e il pedale e i tasti a diversa pressione tipici dei pianoforti. Hanno aiutato il nonno e la nonna paterni, ma fondamentalmente e’ stata un’idea nostra. E la gratificazione e’ immediata. Sto ragazzo suona qualsiasi cosa senta che gli piace, che sia “Wild world” dalla colonna sonora di Donnie Darko (una delle mie preferite) o, piu’ recentemente, Scarborough Fair, dei Simon and Garfunkel. Potete immaginare la mia emozione (tra l’altro lui suona la versione complessa, con accompagnamento e tutto), dato che e’ la canzone (una delle canzoni) con cui li facevo addormentare da piccolissimi e fino a un paio d’anni fa. E’ un musicista e non vedo l’ora che riesca ad avere anche un tutore. Intanto un compagno l’ha sentito a scuola suonare le tastiere che poco a poco si e’ guadagnato il permesso di suonare, e gli hanno chiesto di suonare davanti a tutto il settimo anno, saranno almeno 6 classi. E il mio pupo, che al saggio dell’Accademia in Italia tre anni fa si e’ paralizzato dal terrore (e’ timido, fondamentalmente), non ha avuto problemi. Ha fatto anche la Marcia Turca, e il prof. gli ha detto che era un pezzo difficile e che complimenti (lui al suona tranquillamente).
Ghigo esplora con me le valli e gli anfratti e i boschi abbandonati. Fa la pipi’ nelle tane a cui porterà i suoi amici, per segnare il territorio. L’altro giorno siamo scesi dal bosco oscuro, fatto correre Zoom come un pazzo, e siamo tornati su attraverso prati verdissimi circondati da cavalli, pecore e fagiani. In un quadratino che sembrava un mini appartamento col tappeto verde, c’era un minuscolo trono di pietra. Inutile dire che e’ diventata la nuova tana di Ghigo. A Ghigo e’ stato detto che e’ un genio in francese, ed e’ salito al primo livello di scienze e di matematica. Quest’anno fara’ gli esami e poi entrerà anche lui ad Ossett School, come il fratello. Ossett School e’ la scuola migliore di tutta la zona, sono molto severi ma il bullismo, che in molte parti di Inghilterra e’ un dato di fatto che terrorizza pure gli insegnanti, là non e’ assolutamente tollerato. Lascerà i suoi amici (che comunque abitano tutti qua nel paese) e avra’ nuovi amici e compagni. Problema per lui? Macche’. Anzi lui e’ gia’ pronto anche a cambiare nazione, vuole esplorare il mondo, dice, “come te”.
L’altra sera sono andati dai nonni in Galles, in una casa che dev’essere mozzafiato. Non vedevano l’ora ma la sera mi hanno chiamato, gli manchiamo tutti, dicono entrambi separatamente. “Anche la pupa che oggi era parecchio menosetta?” “Si anche Maggie”. Arriva al telefono Ghigo, poi dice:”Mi passi Maggie?” (la conversazione Ghigo/Bo aveva avuto luogo lo stesso giorno) “Mi dispiace amore Maggie dorme” “Ah ok”.

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8 thoughts on “Piccole cosine

  1. io e un’altra invitata arriviamo il 24
    volevo solo sapere se ti fa piacere – tempo e impegni permettendo – fare qualcosa la sera prima, così cominciamo a ragiorci su
    se si, ci organizziamo. non dovrà essere una cosa per cui tu devi sbatterti. ho i miei informatori sul posto. 😉

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    1. siiii ma anzi, te lo dissi già vero? la sera prima, il 24, c’è la cena ufficiale pre-matrimonio, una specie di addio al nubilato con solo donne (e i miei due testimoni, in via del tutto eccezionale). Questa è uan delle cose che per ora è solo a parole perchè non essendo li non posso occuparmi di nulla, ma se se ne occupasse qualcun altro ancora meglio… vorrei si fare una cena, con bevute dopo, con intervallo alle 2330 che devo andare a prender eil mio testimone svedese… o qualcuno me lo dovrà portare. per via di tutte queste condizioni davo per scontato che fosse piùà facile organizzarlo io. isa, se riesci a venire su anche prima, mi daresti una manona in questo… forse verrà su anche la sorella di paolo, lei invece per aiutarmi con la parrucchiera …
      tutte le mie invitate che ci saranno il 4 amerei moltisismo vederle la sera prima!!!!

      è molto frustrante non avere abbastanza tempo al computer per parlare bene di questo! ma da domani sera spero di potermi connettere di più.

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      1. allora facciamo che nei prossimo giorni ti chiamo così ne parliamo con calma, poi se sei anche online ne parliamo pure lì.
        il numero inglese dovrebbe essere ok se sono allineata right?

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